Cartelle esattoriali: approvata la rottamazione bis

Approvato il decreto fiscale: l'Italia vara la rottamazione bis

Il 13 ottobre, il consiglio dei ministri ha introdotto la rottamazione bis.

La rottamazione delle cartelle Equitalia dell'inizio del 2017 ha portato ingenti somme di danaro nelle casse dello Stato, somme che, senza la manovra approvata, probabilmente non sarebbero entrate così facilmente.

E quindi: altro giro, altra corsa! Venghino signori venghino!

Lo Stato italiano ha capito che se tende una mano verso i contribuenti, potrebbero finalmente quadrare i conti.

Il Governo ci ha preso gusto, tanto che il 13 ottobre, il Consiglio dei Ministri, ha approvato la "rottamazione bis".

Rottamazione Bis: requisiti e scadenze

La rottamazione delle cartelle esattoriali Equitalia o ex Equitalia, è il procedimento che consente ai contribuenti morosi di mettersi in regola pagando il dovuto senza sanzioni e interessi.

Il mini condono che si era chiuso  a maggio scorso potrà essere, quindi, applicato anche ai carichi affidati all’agente della riscossione dal primo gennaio al 30 settembre 2017.

Il contribuente dovrà presentare domanda entro il 15 maggio 2018 e il pagamento delle somme dovute dovrà essere effettuato in un numero massimo di cinque rate di pari importo nei mesi di

  1. luglio 2018,
  2. settembre 2018,
  3. ottobre 2018,
  4. novembre 2018,
  5. febbraio 2019.

Potranno ripresentare domanda anche coloro che già hanno ottenuto la dilazione ma che non hanno poi pagato le rate previste, facendo decadere il beneficio accordato. Viene dunque consentito al debitore di effettuare entro il 30 novembre 2017 il pagamento delle rate della definizione agevolata dei carichi scadute a luglio e a settembre 2017. I contribuenti interessati dovranno versare entro il 31 maggio 2018 le rate non corrisposte dei piani di dilazione. Chiaramente si tratta di quanto previsto dal decreto entrato nel Cdm e che dunque dovrà essere convertito entro 60 giorni dal Parlamento. Possibile quindi che vi siano ulteriori modifiche migliorative chieste nei lavori da parte dei partiti che tendono a richiedere l'aumento delle rate da 5 a 10 per i contribuenti finanziariamente più deboli.

 

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