Cartelle esattoriali: approvata la rottamazione bis

Approvato il decreto fiscale: l'Italia vara la rottamazione bis

Il 13 ottobre, il consiglio dei ministri ha introdotto la rottamazione bis.

La rottamazione delle cartelle Equitalia dell'inizio del 2017 ha portato ingenti somme di danaro nelle casse dello Stato, somme che, senza la manovra approvata, probabilmente non sarebbero entrate così facilmente.

E quindi: altro giro, altra corsa! Venghino signori venghino!

Lo Stato italiano ha capito che se tende una mano verso i contribuenti, potrebbero finalmente quadrare i conti.

Il Governo ci ha preso gusto, tanto che il 13 ottobre, il Consiglio dei Ministri, ha approvato la "rottamazione bis".

Rottamazione Bis: requisiti e scadenze

La rottamazione delle cartelle esattoriali Equitalia o ex Equitalia, è il procedimento che consente ai contribuenti morosi di mettersi in regola pagando il dovuto senza sanzioni e interessi.

Il mini condono che si era chiuso  a maggio scorso potrà essere, quindi, applicato anche ai carichi affidati all’agente della riscossione dal primo gennaio al 30 settembre 2017.

Il contribuente dovrà presentare domanda entro il 15 maggio 2018 e il pagamento delle somme dovute dovrà essere effettuato in un numero massimo di cinque rate di pari importo nei mesi di

  1. luglio 2018,
  2. settembre 2018,
  3. ottobre 2018,
  4. novembre 2018,
  5. febbraio 2019.

Potranno ripresentare domanda anche coloro che già hanno ottenuto la dilazione ma che non hanno poi pagato le rate previste, facendo decadere il beneficio accordato. Viene dunque consentito al debitore di effettuare entro il 30 novembre 2017 il pagamento delle rate della definizione agevolata dei carichi scadute a luglio e a settembre 2017. I contribuenti interessati dovranno versare entro il 31 maggio 2018 le rate non corrisposte dei piani di dilazione. Chiaramente si tratta di quanto previsto dal decreto entrato nel Cdm e che dunque dovrà essere convertito entro 60 giorni dal Parlamento. Possibile quindi che vi siano ulteriori modifiche migliorative chieste nei lavori da parte dei partiti che tendono a richiedere l'aumento delle rate da 5 a 10 per i contribuenti finanziariamente più deboli.

 

Recupero Crediti: violazione dei diritti del consumatore

Recupero crediti: il consumatore vessato da continue telefonate e minacce

Spesso le società di recupero credito utilizzano la disinformazione degli interlocutori, per fare pressioni sui pagamenti che a loro risultano insoluti.

Moltissime volte, le società che vantano nei confronti del consumatore un ipotetico credito, cedono i dati del cliente alle società di recupero crediti da loro incaricata.

Obbligo di informazione

Le società che vantano il credito, possono cederlo a favore di società di recupero credito che hanno il dovere di avvisare il debitore del passaggio tramite raccomandata A/R.

Il debitore ha diritto ad essere informato dell’avvenuto trasferimento del credito per comprendere a quale soggetto deve corrisponderlo.

Esistono due tipi di concessioni o cessioni del credito: "pro solvendo" e "pro soluto".

Nel primo caso le società di recupero credito operano per nome e per conto del creditore tramite mandato e incassano provvigioni sul recuperato.

Nel caso del "pro soluto" invece, le società di recupero crediti acquisiscono il diritto sul credito per intero, compreso i privilegi e le garanzie che il debitore ha fornito. In questo caso è obbligo inviare comunicazione scritta al debitore sull'acquisizione del credito con raccomandata A/R.

L’ultima società cessionaria deve dunque farsi carico di dimostrare al debitore di essere legittimata a riscuotere il credito, fornendogli copia (preferibilmente conforme all'originale) delle lettere di cessione precedenti, visto che il credito può essere ceduto più volte. Esse costituiscono parte integrante del fascicolo del debitore.

Per queste ragioni, il debitore deve sempre richiedere, tramite comunicazione A/R, che la società cessionaria fornisca gli attestati della titolarità del credito vantato.

Le società di recupero credito che contattano telefonicamente il debitore, devono riferire per conto di chi chiamano e per quale credito

Gli operatori che lavorano presso queste società sono obbligati:

  1. a contattare il debitore con numero visibile,
  2. a fornire il loro nome reale,
  3. riferire il nome della società per cui lavorano,
  4. dare notizie in merito al credito vantato solo al debitore.

I metodi illeciti del recupero crediti

Gli operatori del recupero crediti: un continuo barcamenarsi tra illazioni, minacce e terrorismo telefonico illegale

In un periodo di crisi, come quello che stiamo attraversando, le società di recupero crediti scendono in campo più aggressive che mai , a volte utilizzando metodi alquanto sportivi e illeciti.

Vediamone qualcuno!

La società di recupero crediti deve rivolgersi solo al debitore

Non sono legali le comunicazioni scritte consegnate a parenti, amici, affini o addirittura vicini di casa. La raccomandata deve essere consegnata e controfirmata dal debitore. In caso contrario, potrebbe rientrare nel reato di violazione della privacy.

Le comunicazioni telefoniche devono avvenire solo e soltanto con il debitore interessato, che  chiederà la ricezione di una comunicazione scritta sulla cessione del suo credito e/o sulle autorizzazioni che la sedicente società incaricata asserisce di avere.

Qualora la società di recupero crediti, agisca in modo illecito: "spifferando" notizie sull'ipotetico debito anche  solo al coniuge, senza parlare dei vicini di casa per avere un recapito alternativo del debitore o addirittura al datore di lavoro, può essere denunciata alle autorità per violazione del diritto sulla privacy.

L'operatore non può dichiarare il falso per intimorire il debitore perchè anche questo è reato e non deve minacciare il debitore inventando procedure legali inesistenti o sproporzionate.

L'operatore non può cercare il debitore su altri numeri che non siano quelli intestati al debitore stesso, non può superare un numero "decente" di telefonate al giorno e fatte in orari proponibili.

Se queste piccole regole del vivere civile non vengono rispettate, il debitore può serenamente DENUNCIARE.

Il recupero crediti rasenta il codice civile e in molti casi anche quello penale: ATTENZIONE!

  1. Intimidazione,
  2. Minaccia,
  3. Stalking,
  4. Lesione della privacy.

E se si presentano alla porta in qualità di agenti di riscossione o procuratori?

Le società di recupero crediti, come qualsiasi persona fisica o giuridica che vanta un credito, non ha alcun diritto di presentarsi presso il domicilio del debitore per esigere il pagamento del dovuto.

Qualora un incaricato si presentasse presso il domicilio del debitore dovrà obbligatoriamente esibire le sue autorizzazioni e il suo mandato e il debitore ha il diritto di non riceverlo e di non intrattenere con questo individuo nessun tipo di colloquio, in quanto costui rappresenta un operatore di recupero crediti "mobile" nell'esercizio delle sue funzioni, ma non è un pubblico ufficiale.

In sintesi: se il debitore non vuol sapere di parlare con l'agente di riscossione, gli chiede di andare via e costui è obbligato ad andarsene.

 

 

 

 

 

 

 

 

HelpEnergia: lo sportello informazioni per i consumatori arrabbiati

Help Energia: lo sportello per avere informazioni sui diritti del consumatore

Consulenza gratuita, nessuna firma dovuta, fate domande e ricevete risposte e consigli utili

Nasce la collaborazione con HelpEnergia.it, sede distaccata della nostra associazione, specializzata nella tutela dei diritti dei consumatori. Si offrono consulenze gratuite, ove è possibile con i nostri professionisti del settore consulenza energetica.

Operiamo facendo fronte ai mille disagi che la libera concorrenza tra i fornitori di energia, sta portando tra i consumatori.

Non siamo paladini della giustizia, ma ci definiamo “tifosi della giustizia”.

Il nostro obiettivo è di garantire la trasparenza delle offerte che vengono presentate al consumatore finale e che queste vengano rispettate anche in fattura.

Tre motivi per chiedere la consulenza di Help Energia:

E’ facile

E’ veloce

E’ gratis

Dichiarazione Situazione Reddituale (RED): normativa INPS 2017

DICHIARAZIONE RED 2017

Il modello RED è la dichiarazione della situazione reddituale che l'INPS impone per alcune categorie di pensionati.

A differenza delle altre dichiarazioni reddituali (730 e UNICO), il pensionato non dichiara spese in detrazione e in deduzione, ma solo redditi di pensione, redditi catastali e altri redditi percepiti durante l'anno precedente.

Vediamo insieme le modalità.


Modello RED 2017: di cosa parliamo

Il modello RED per le dichiarazioni reddituali pensionati rappresenta lo strumento, obbligatorio, con il quale i pensionati informano l’INPS rispetto al reddito e alle erogazioni previdenziali e assistenziali integrative ad esso collegate, anche del coniuge e dei componenti del nucleo rilevanti per la prestazione.

Tale modello contiene le informazioni fondamentali in base alle quali l’INPS accerta il diritto e l’esatto importo della pensione per tutti i contribuenti che rientrano nella suddetta circostanza.

L'INPS non invia comunicazioni cartacee ai pensionati residenti in Italia per richiedere le dichiarazioni reddituali al fine di verificare il diritto alle prestazioni percepite collegate al reddito.

Il modello RED va inviato esclusivamente per via telematica entro la scadenza prevista per la presentazione della dichiarazione dei redditi, ovvero il 30 settembre.

Non inviando il modello, l’erogazione viene sospesa, ma dalla sospensione si avranno 60 giorni di tempo per regolarizzare la dichiarazione con la prestazione che sarà quindi riattivata.

Modello RED 2017: chi deve presentarlo

Devono obbligatoriamente rendere la dichiarazione reddituale all'INPS:

  • I pensionati che non hanno altri redditi oltre a quello da pensione (propri e se previsto dei familiari) se la situazione reddituale è variata rispetto a quella dichiarata l'anno precedente.
  • I titolari di prestazioni collegate al reddito che non comunicano integralmente all'amministrazione finanziaria tutti i redditi sulle prestazioni, perché influenti sulle prestazioni e perché non devono essere comunicati all'Agenzia delle Entrate con la dichiarazione dei redditi (modello 730 o Unico).
  • Coloro che sono esonerati dall'obbligo di presentazione all'Agenzia delle Entrate della dichiarazione dei redditi e in possesso di redditi ulteriori a quelli da pensione. Per esempio coloro che hanno un reddito da pensione e un reddito da abitazione principale.
  • I titolari di alcune tipologie di redditi rilevanti ai fini previdenziali e che si dichiarano in maniera diversa ai fini fiscali all'Agenzia delle Entrate (modelli 730 o Unico), come per esempio, i redditi derivanti da collaborazione coordinata e continuativa o assimilati e lavoro autonomo, anche occasionale.

Non devono presentare all'INPS la dichiarazione reddituale i pensionati residenti in Italia beneficiari delle prestazioni collegate al reddito che abbiano già dichiarato all'Agenzia delle Entrate (tramite modello 730 o Unico) integralmente tutti i redditi (propri e se previsto dei familiari) che rilevano sulle prestazioni collegate al reddito in godimento. In questi casi l'INPS acquisirà le informazioni reddituali rilevanti per le prestazioni collegate al reddito direttamente dall'Agenzia delle Entrate o da altre banche dati delle pubbliche amministrazioni, come previsto dalla legge.

Modello RED 2017: comunicazioni INPS

La circolare 30 novembre 2015 n. 195 individua i soggetti obbligati alla dichiarazione reddituale all'INPS e mette in evidenza i casi in cui rilevano non solo i redditi del titolare della prestazione, ma anche quelli del coniuge o dei familiari.

 

Indennità Mensile di Frequenza: la prestazione economica per i minori svantaggiati

Indennità Mensile di Frequenza: i minori con disabilità possono percepire una prestazione economica mensile 

Indennità mensile di frequenza: di cosa parliamo?

E' un'indennità che l'INPS eroga su domanda ai minori con disabilità, fino al compimento della maggiore età, per il loro inserimento scolastico e sociale.

Il beneficio è rivolto a tutti i cittadini minori con difficoltà persistenti a svolgere i compiti e le funzioni proprie dell’età che soddisfano i requisiti sanitari e amministrativi previsti dalla legge.

Indennità mensile di frequenza: quali sono i requisiti?

L’indennità di frequenza spetta a chi:

  • ha meno di 18 anni;
  • sono state riconosciute difficoltà persistenti a svolgere i compiti e le funzioni proprie della minore età oppure è affetto da perdita uditiva superiore a 60 decibel nell'orecchio migliore nelle frequenze 500, 1.000 e 2.000 hertz;
  • frequenta in maniera continua o periodica centri ambulatoriali, centri diurni anche di tipo semi-residenziale, pubblici o privati, operanti in regime convenzionale, specializzati nel trattamento terapeutico, riabilitazione e recupero di persone portatrici di handicap;
  • frequenta scuole pubbliche o private di ogni ordine e grado a partire dagli asili nido;
  • frequenta centri di formazione o addestramento professionale pubblici o privati, purché convenzionati, finalizzati al reinserimento sociale dei soggetti.
  • si trova in stato di bisogno economico;
  • è cittadino italiano;
  • è cittadino straniero comunitario iscritto all’anagrafe del comune di residenza;
  • è cittadino straniero extracomunitario in possesso del permesso di soggiorno con validità annuale (articolo 41, Testo Unico immigrazione);
  • ha residenza stabile e abituale sul territorio dello stato.

Indennità di frequenza: limiti ed incompatibilità

Per avere diritto all'indennità è necessario un reddito non superiore alle soglie previste annualmente dalla legge. Per l’anno 2016/2017 il limite di reddito è pari a 4.800,38 euro.

L'indennità di frequenza è incompatibile con:

  • qualsiasi forma di ricovero;
  • l’indennità di accompagnamento in erogazione o della quale i minori abbiano titolo in qualità di invalidi civili non deambulanti o non autosufficienti o ciechi civili assoluti;
  • la speciale indennità prevista per i ciechi parziali;
  • l’indennità di comunicazione prevista per i sordi prelinguali.
  • È ammessa la facoltà di opzione per il trattamento più favorevole.

Dal 4 luglio 2009 non è possibile presentare una nuova domanda per la stessa prestazione finché non sia esaurito l’iter di quella in corso o, in caso di ricorso giudiziario, finché non sia intervenuta una sentenza passata in giudicato. In caso di aggravamento di malattie oncologiche è sempre possibile fare una nuova domanda.

Indennità di frequenza: quanto spetta?

L’indennità viene corrisposta per tutta la durata della frequenza fino a un massimo di 12 mensilità. Per l’anno 2017 l’importo è pari a 279,47 euro mensili.

Nella prima liquidazione si considerano i redditi dell’anno in corso dichiarati dall’interessato in via presuntiva. Per gli anni successivi si considerano: per le pensioni i redditi percepiti nell’anno solare di riferimento, mentre per le altre tipologie di redditi gli importi percepiti negli anni precedenti.

La misura della pensione, in condizioni particolari di reddito, può essere incrementata di un importo mensile stabilito dalla legge (maggiorazione).

Indennità di frequenza: quanto dura?

Una volta accertati i requisiti sanitari previsti per poter beneficiare delle prestazioni economiche e delle tutele relative alla sordità, il pagamento decorre dal primo giorno del mese successivo alla presentazione della domanda e comunque non prima dell’inizio della frequenza ai corsi o ai trattamenti.

Indennità di frequenza: come fare la domanda

Per inoltrare la domanda in via telematica, si deve produrre il certificato medico introduttivo che viene fornito dal medico di base.

Per l'invio telematico siamo disponibili dal lunedi al venerdi dalle 9.00 alle 13.00 e dalle 16.00 alle 18.00 presso la nostra sede di Serino e di Roma.

Indennità

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INP.

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Assemblea dei soci maggio 2017: il fermento degli associati, la solidità della nostra posizione nel sociale

L’ASSEMBLEA DEI SOCI MAGGIO 2017

Nella sede sociale di Serino (AV) si sono riuniti i soci ordinari di A.C.Se.Ma.

Grande l’emozione di presenziare ad un’assemblea dove sono state gettate le fondamenta per la costruzione di qualcosa di importante, di realmente sociale , di un qualcosa di socialmente utile.

Le premesse ci son tutte, i fermenti dei partecipanti anche.

L'inizio dei lavori dell'assemblea

Attorno ad un tavolo , tra un momento conviviale ed una risata triste per la nostra storia, i lavori cominciano, presiede il Presidente V. Taglialatela, la relazione è lasciata al segretario, la sig.ra Monaco.

Si parla del nostro momento storico, delle ingiustizie sociali che ogni cittadino vive senza potersi mai difendere, perché la burocrazia è lunga come un serpente.

Siamo tutti protagonisti muti di una tragedia sociale che ha aperto il suo sipario nel tempo passato e che noi vogliamo quantomeno socchiudere, per rendere giustizia al dolore che ogni cittadino oggi vive, per dare risposte a chi ha domande silenziosamente rumorose.

I ritmi serrati nel raccontare storie di vita realmente vissuta, le parole che si confondono che i mormorii spontanei di chi ha qualcosa da dire ma fino ad ora non ne ha mai avuto l'opportunità.

Associazione Cittadina Se.Ma. dona ai suoi componenti il megafono per urlare, per rendere civile un vivere che nel nostro tempo, di civile non ha nulla.

Oggi si fa la storia, tra un caffè e una chiacchiera, oggi si decide se gridare o tacere, oggi A.C.Se.Ma. si erge dalla  polvere dell’indifferenza sociale.

In questa data,  A.C.Se.Ma. urla squarciando il muro del silenzio sociale che ci circonda, affermando un secco “IO CI SONO!”

Le decisioni

L’Associazione Cittadina Se.Ma. è  sempre disponibile per ogni tipo di  richiesta. “Chiedete e vi sarà dato” non è solo una promessa biblica, con A.C.Se.Ma. è pura realtà.

La nostra associazione vuole portare avanti le richieste degli associati e dei consumatori, attraverso supporto professionale e puntuale, informando e consigliando.

I temi caldi sul futuro, i progetti che sono in cantiere e quelli che tra poco partiranno.

La Fattoria Didattica per il progetto insieme, l'informazione videosociale, il magazine e molto altro sono i prossimi appuntamenti che A.C.Se.Ma segna sulla sua agenda.

La seduta di assemblea si è chiusa con la speranza realistica di un futuro “meno quadrato, ma un poco più rotondo”, perchè #insiemesipuò e NOI PUO'.

 

Dichiarazione redditi 2017: quali spese possiamo detrarre?

Dichiarazione dei redditi 2017: le tasse dei contribuenti più leggere con le spese portate in detrazione e deduzione.

La dichiarazione dei redditi può diventare uno strumento per ricevere un beneficio economico. 

Ogni contribuente in sede di compilazione del Quadro E modello 730 anno 2017 e del Quadro RP Modello Unico PF 2017, può portare in detrazione e in deduzione molte delle spese quotidiane, accumulate durante l'anno d'imposta al fine di diminuire la base imponibile su cui vengono calcolate le tasse o addirittura la riduzione delle tasse stesse.


Qualora l’imposta dovuta sia inferiore alle detrazioni spettanti, il contribuente non ha diritto al rimborso della parte eccedente, fatta eccezione delle detrazioni sui canoni di locazione, per le quali è possibile chiederne il rimborso.

Abiti in una casa in affitto? La dichiarazione dei redditi ti potrebbe rimborsare parte del canone!

Le spese detraibili sono quelle spese che il contribuente ha sostenuto, per se stesso o per i familiari a carico, e accumulato nell'anno d'imposta per cui fa la dichiarazione (es. 2016 per la dichiarazione 2017) e che dichiarandole vengono sottratte dall'imposta già calcolata.

Le spese e gli oneri deducibili sono tutte quelle spese che il contribuente ha sostenuto, per se stesso o per i familiari a carico, e accumulato nell'anno d'imposta per cui fa la dichiarazione (es. 2016 per la dichiarazione 2017) e che dichiarandole verranno sottratte al reddito prima di calcolare l’imposta da pagare. 

Vediamole in dettaglio.

Dichiarazione dei redditi 2017: le spese in detrazione e in deduzione

Il contribuente con reddito inferiore ai 90.000 euro, nella dichiarazione dei redditi può scaricare anche le spese sostenute a nome dei familiari a carico come il coniuge, figli, nipoti, genitori ecc.

Il familiare, pertanto, per essere considerato a carico non deve aver superato il limite di reddito, che per il 2017 è di 2.840,51 euro, calcolato tenendo conto anche delle seguenti voci:

  • Reddito dei fabbricati: prodotto dall'applicazione della cedolare secca sulle locazioni.
  • Eventuali retribuzioni erogare da Enti, organismi Internazionali, consolati, Chiesa ecc.
  • La quota esente dei redditi di lavoro dipendente effettuato presso le zone di frontiera e paesi limitrofi in via continuativa o in rapporto esclusivo del soggetto residente in Italia.
  • Reddito d’impresa o di lavoro autonomo soggetto all'imposta sostitutiva dei contribuenti minimi o del regime per le nuove attività produttive.

 

I familiari che possono essere considerati fiscalmente a carico sono:

  1. Coniuge non legalmente separato ed effettivamente separato;
  2. Figli: naturali riconosciuti, adottivi, affidati o affiliati;
  3. Altri familiari:
    1. Coniuge legalmente ed effettivamente separati,
    2. Nipoti,
    3. Genitori biologici e/o Genitori adottivi,
    4. Generi e Nuore,
    5. Suoceri,
    6. Fratelli e Sorelle.

 

Dichiarazione dei redditi 2017: il contribuente può scaricare le spese del coniuge non legalmente separato

In base all'art. 12 del TIUR dall'imposta lorda sul reddito il contribuente può detrarre i seguenti importi:

  1. 800 euro fino a 15.000 euro di reddito.
  2. 690 euro, se il reddito complessivo è maggiore di 15 mila e fino a 40.000 euro;
  3. 690 euro per i redditi sopra i 40.000 euro inferiori a 80.000 euro. In questo caso la detrazione spetta per la parte eccedente i 40 mila.

E' previsto un aumento della detrazione in alcuni casi:

  • 10 euro se il reddito complessivo supera i 29.000 euro ma non oltre i 29.200 euro.
  • 20 euro, se il reddito complessivo è tra i 29.200 euro e 34.700 euro.
  • 30 euro se è superiore a 34.700 ma inferiore a 35.000 euro;
  • 20 euro se superiore a 35.000 euro ma inferiore a 35.100 euro;
  • 10 euro, se il reddito è tra 35.100 e 35.200 euro.

Dichiarazione dei redditi 2017: come scaricare le spese dei figli a carico

Dichiarazione dei redditi 2017: genitori conviventi ed entrambi con il reddito, genitori separati e altri casi. A chi spetta la detrazione?

La detrazione per i figli a carico va divisa al 50% tra i genitori non separati legalmente e previo accordo tra le parti, spetta al genitore con il reddito più alto.

In caso di separazione legale, cessazione o scioglimento del matrimonio la detrazione spetta, in mancanza di accordo, al genitore a cui sono stati affidati i figli e in caso di affidamento congiunto o condiviso, la detrazione spetta al 50%.

Qualora uno dei due genitori non posso fruire della detrazione spettante, per il superamento dei limiti di reddito, la detrazione spetta al 100% all'altro genitore, il quale è obbligato poi a riversare all'altro genitore affidatario il 50% della detrazione in caso di affidamento congiunto.

Se invece l'altro genitore non è presente e non ha riconosciuto il figlio o i figli, o se si è separato legalmente e i figli sono adottati, affidati o affiliati al solo contribuente che non è coniugato o separato successivamente, la detrazione per il primo figlio è pari a:

  • 750 euro purché conviva con il contribuente o riceva assegni alimentati non risultanti da provvedimenti dell'autorità giudiziaria. La detrazione spettante è pari al rapporto tra 80.000 euro - reddito compelssivo/80.000 euro. 

Con 4 figli a carico è riconosciuto ai genitori un aumento di importo pari a 1200 euro da suddividere al 50% tra i genitori.

Dichiarazione dei redditi 2017 : qui l'elenco spese deducibili e elenco spese detraibili

Elenco spese detraibili:

  • Spese mediche generiche senza franchigia. Tali spese, sono trasmesse direttamente all'Agenzia delle Entrate, elaborate ed inserite nel 730 precompilato 2017. I cittadini che intendono opporsi all'utilizzo dei suddetti dati, devono darne specifica comunicazione all'Agenzia compilando il modulo opposizione, tramite sistema Tessera Sanitaria o non dando il proprio codice fiscale alla farmacia, in caso di acquisto di farmaci o prodotti medicali.
  • Oneri contributi previdenziali e assistenziali;
  • Oneri contributi fondi integrativi servizio sanitario nazionale;
  • Oneri contributi forme pensionistiche complementari e individuali se di importo inferiore a 5.164,57 euro;
  • Spese assistenza ai portatori di handicap;
  • assegni periodici di mantenimento al coniuge separato o divorziato, ad esclusione degli assegni periodici di mantenimento ai figli;
  • Beneficienza a favore di istituti religiosi;
  • Cedolare secca al 10% 2017 e dal 2018 in poi al 15%.
  • Beneficienza a favore delle organizzazioni non governative.
  • Beneficienza a favore di ONLUS al 26% con limite massimo a 30.000,00 euro.
  • Erogazioni liberali ai partiti: 26%.
  • Beneficienza a favore di università, enti di ricerca al 26%
  • Rendite, vitalizi, assegni alimentari ed altri oneri.
  • Spese Contributi Colf, Badanti, Baby sitter fino all’importo di 1.549,37 euro. Non è deducibile il contributo forfettario di 1.000 euro versato al fine di regolarizzazione lavoratori dipendenti stranieri.

Le detrazioni Irpef spettanti sono:

  • Ecobonus 65% e 50% ristrutturazioni edilizie;
  • Bonus acquisto mobili;
  • Ecobonus elettrodomestici;
  • Sismabonus.

Elenco Spese detraibili canoni locazione:

  • Canoni locazione inquilini a basso reddito: detrazione IRPEF pari a 300 euro, se il reddito complessivo non supera 15.493,71, euro 150 se il reddito complessivo è superiore a 15.493,71 ma non a 30.987,41 euro.
  • Canoni locazione abitazione principale per lavoratore dipendente che trasferisce la residenza per motivi di lavoro: detrazione di 991,60 euro se il reddito è inferiore a 15.493,71 euro e di 495,80 euro se il reddito complessivo supera i 15.493,71 euro ma è entro i 30.987,41 euro.
  • Canoni locazione abitazione principale per giovani tra 20 e 30 anni: detrazione di 961,60 euro per reddito complessivo fino a € 14.493,70.
  • Canoni alloggi sociali: dal 2014 al 2016 spetta la detrazione pari a 900 euro, se il reddito complessivo non supera 15.493,71 euro e 450 euro, se il reddito complessivo supera i 15.493,71 ma non i 30.987,41 euro. 
  • Canoni di locazione per gli studenti universitari fuori sede: detrazione spetta nella misura del 19%, calcolabile su un importo non superiore a 2.633 euro. 
  • Contratti a canone convenzionato: spetta una detrazione di 495,80 euro, se il reddito non è oltre i 15.493,71 euro e di 247,90 euro, se il reddito complessivo è superiore a 15.493,71 euro ma non a 30.987,41 euro. 

Elenco Spese Sanitarie detraibili :

Il contribuente ha la possibilità di detrarre le spese mediche del 19% sull'imposta senza contare la franchigia di € 129,11 calcolata l'altro anno. Se si supera il limite di 15.493,71 euro, è possibile ripartire la detrazione spettante in quattro quote all'anno in egual misura.

Per poter essere detratta la spesa sanitaria, deve essere documentata con fattura, parcella, ricevuta quietanzata o scontrino, riguardo invece l’acquisto di medicinali, la detrazione spetta se la spesa è certificata da fattura o “scontrino parlante” sul quale devono essere specificati la natura, la qualità e la quantità dei prodotti acquistati nonché il codice fiscale destinatario.

  • Prestazioni chirurgiche e specialistiche;
  • Analisi, indagini radioscopiche, ricerche e applicazioni;
  • Acquisto o affitto di protesi sanitarie;
  • Prestazioni rese da un medico generico;
  • Prestazioni rese nella medicina omeopatica;
  • Ricoveri a seguito di operazione chirurgica o degenze: in caso di ricovero di una persona anziana presso un istituto, la detrazione spetta solo nella misura delle spese mediche e non sulla retta mensile o annuale;
  • Acquisto di medicinali;
  • Acquisto di dispositivi medici qualora dallo scontrino o dalla fattura appositamente richiesta risulti il soggetto che sostiene la spesa e la descrizione del dispositivo medico contrassegnato dalla marcatura CE che quindi ne attesti la conformità alle direttive europee 93/42/CEE e 98/79/CE;
  • Spese relative all’acquisto o all’affitto di attrezzature sanitarie come aerosol o misuratore di pressione;
  • Spese relative al trapianto di organi;
  • importi ticket pagati se le spese sopraelencate sono state sostenute nell’ambito del Servizio sanitario nazionale;
  • Assistenza infermieristica e riabilitativa (es: fisioterapia, kinesiterapia, laserterapia ecc.);
  • Prestazioni rese da personale in possesso della qualifica professionale di addetto all’assistenza di base o di operatore tecnico assistenziale esclusivamente dedicato all’assistenza diretta della persona;
  • Prestazioni rese da personale di coordinamento delle attività assistenziali di nucleo;
  • Prestazioni rese da personale con la qualifica di educatore professionale;
  • Prestazioni rese da personale qualificato addetto ad attività di animazione e/o di terapia occupazionale.

Elenco spese deducibili:

  • Ticket del Servizio Sanitario Nazionale
  • Assistenza infermieristica e riabilitativa disabili: se prescritta da un medico.
  • Spese sanitarie disabili deducibili: Le spese mediche generiche e quelle di assistenza specifica, sostenute dai disabili sono interamente deducibili dal reddito complessivo e riguardano la seguente tipologia di oneri: personale infermieristico e operatori tecnici assistenziali, personale di coordinamento delle attività assistenziali di nucleo personale con la qualifica di educatore professionale, personale qualificato addetto ad attività di animazione e di terapia occupazionale.
  • Spese assistenza e ricovero Disabili: non è possibile dedurre l’intera retta pagata, ma solo la parte che riguarda le spese mediche e paramediche di assistenza specifica. Per poter beneficiare della deduzione, è necessario che le spese risultino indicate distintamente nella documentazione rilasciata dall'istituto di assistenza.
  • Contributi previdenziali ed assistenziali e volontari versati alla gestione della forma pensionistica obbligatoria d’appartenenza, sono oneri deducibili dalla dichiarazione dei redditi annuale anche se sostenuti per i familiari fiscalmente a carico e sempre se versati secondo le disposizioni di legge. Rientrano pertanto come oneri deducibili le spese sostenute dal dichiarante o per conto dei suoi famigliari a carico le seguenti voci di spesa:
  • Contributi previdenziali e assistenziali.
  • Contributi per i fondi integrativi del servizio sanitario nazionale
  • Contributi per forme pensionistiche complementari e individuali per un importo non superiore a 5.164,57 euro
  • Contributi versati per l’assicurazione obbligatoria INAIL: riservata alle persone del nucleo familiare per la tutela contro gli infortuni domestici (c.d. assicurazione casalinghe).
  • Riscatto anni di laurea.
  • Ricongiunzione contributi
  • Assegni periodici per il mantenimento coniuge separato o divorziato, sono deducibili dalla dichiarazione dei redditi mentre sono esclusi gli assegni periodici per il mantenimento dei figli.
  • spese deducibili Assistenza infermieristica e riabilitativa
  • spese deducibili Personale in possesso della qualifica professionale di addetto all’assistenza di base o di operatore tecnico assistenziale esclusivamente dedicato all’assistenza diretta della persona
  • spese deducibili Personale di coordinamento delle attività assistenziali di nucleo
  • spese deducibili Personale con la qualifica di educatore professionale
  • spese deducibili Personale qualificato addetto ad attività di animazione e di terapia occupazionale.

Le persone disabili possono usufruire della deduzione anche se percepiscono l’assegno di accompagnamento ma qualora ricoverate presso un istituto di assistenza e ricovero, non è possibile dedurre l’intera retta pagata, ma solo la parte che riguarda le spese mediche e paramediche di assistenza specifica.

Elenco contributi previdenziali deducibili:

  • senza limiti di importo:
    1.  i contributi previdenziali e assistenziali obbligatori per legge;
    2. i contributi facoltativi versati alla gestione pensionistica obbligatoria di appartenenza (anche per i familiari fiscalmente a carico);
    3. contributi versati ai fini di riscatto degli anni di laurea e ricongiunzione di periodi assicurativi,
    4. contributi versati al fondo dalle casalinghe.
  • fino a 5.164,57 euro:
    1. i contributi versati alle forme di previdenza complementare collettive (fondi pensione) e individuali (assicurazioni sulla vita);
    2. i contributi a favore delle persone fiscalmente a carico aventi reddito insufficiente a consentire la deduzione contributi.
  • fino a 1.549,37 euro:
    1. i contributi versati a favore di colf e badanti, per la parte a carico del datore di lavoro.

Elenco spese deducibili e detraibili dichiarazione dei redditi, effettuate nell’interesse del contribuente:

  • Spese deducibili sanitarie patologie con esenzione SSN
  • Spese funebri detraibili massimo importo spesa detraibile 1.549,37 euro
  • Spese di intermediazione immobiliare: inferiore a 1.000,00 euro
  • Spese veterinarie detraibili solo se di importi superiori a 129,11 euro, ma con un limite massimo di 387,34 euro
  • interessi mutui ipotecari acquisto dell’abitazione principale.
  • interessi mutui ipotecari acquisto di altri immobili.
  • interessi mutui contratti dopo il 1997 di recupero edilizio.
  • interessi mutui ipotecari stipulati ai fini di contruzione dell’abitazione principale.
  • interessi prestiti o mutui agrari: non possono essere detratti importi superiori ai redditi dei terreni dichiarati
  • Spese assicurazione detraibili 2017: premi assicurazioni sulla vita e infortuni: a condizione che la durata contrattuale non sia inferiore ai 5 anni e che non consenta a concessione di prestiti, importo massimo da portare a detrazione è di 530,00 euro mentre per quelli relativi a contratti con rischio di non autosufficienza è pari a 1.291,14 euro annui.
  • Beneficenza - Erogazioni Liberali 2017 a favore di:
    1. partiti politici,
    2. onlus,
    3. società ed associazioni sportive dilettantistiche,
    4. società di mutuo soccorso,
    5. associazioni di promozione sociale,
    6. società di cultura "La Biennale di Venezia",
    7. attività culturali ed artistiche,
    8. enti operanti nello spettacolo e fondazioni operanti nel settore musicale.

Per i 50 anni della scomparsa, la sua terra celebra Totò

Era il 14 novembre 1977 quando, durante la trasmissione "Bontà Loro" condotta dal giornalista Maurizio Costanzo, la signora Franca Faldini, compagna del grande Totò, nome d'arte di Antonio de Curtis, fino alla sua morte, ricordò un pensiero del grande attore :

« Al mio funerale sarà bello assai perché ci saranno parole, paroloni, elogi, mi scopriranno un grande attore: perché questo è un bellissimo Paese, in cui però per venire riconosciuti qualcosa, bisogna morire. »

La celebrazione della grandezza di Antonio de Curtis in arte Totò

A 50 anni dalla morte del grande Totò, avvenuta il 15 aprile 1967 a Roma, la sua terra, la Campania, dedica a questo suo grande figlio, artista e soprattutto uomo, una serie di manifestazione per celebrarne il mito.

La Regione Campania ha organizzato diverse manifestazioni per celebrare il mito di Totò, ma anche per mostrare al pubblico la vita e la storia di Antonio Griffo Focas Flavio Angelo Ducas Comneno Porfiro-genito Gagliardi de Curtis di Bisanzio in breve Antonio de Curtis.

Si parte il 12 aprile con l'apertura "Totò Genio"

La mostra curata da Vincenzo Mollica e da Alessandro Nicosia sarà allestita al Maschio Angioino, a Palazzo Reale e a San Domenico Maggiore, sarà aperta dal 12 aprile al 9 luglio e sarà, per i tanti ammiratori , un profondo respiro nella vita di questo grande artista, genio indiscusso dell'arte attoriale.

Una mostra itinerante dove si potrà ammirare tantissimo materiale: dal famoso baule dal quale Totò non si separava mai, ai 97 manifesti dei film che lo hanno visto protagonista fino ad ammirare molti contributi video a foto  inedite, di  un Antonio de Curtis giovane, alle prime esperienze.

Manifestazioni tra musica e spettacolo, tra arte e ricordi.

Dal sito napolidavivere, riportiamo le date di altri eventi:

  • Il 15 aprile 2017 nel Rione Sanità, dove nacque Totò sarà inaugurata l’opera di Giuseppe Desiato, dal titolo “Totó l’uomo tutto d’un pezzo che ha lasciato un grande vuoto”, che sarà sistemata in Largo Vita alla Sanità;
  • dal 15 aprile saranno  ricostruiti alcuni set cinematografici proprio dove furono a suo tempo girati i film. Probabili set anche a Roma, alla fontana di Trevi, e Milano, nella stazione centrale;
  • A metà aprile Renzo Arbore presenterà dall’auditorium del Centro di produzione Rai di Napoli la “Serata Totó” in omaggio all’artista e alla sua città natale.
  • Da metà aprile tante visite, percorsi enogastronomici laboratori e attività sportive per i bambini con il programma “Totò, l’arte, l’umanità” nel Rione Sanità in collaborazione con la Fondazione Comunità San Gennaro.
  • Da metà aprile anche diversi concerti dell’orchestra giovanile del rione Sanità “Sanitansamble” A fine aprile un concerto di chiusura “Benvenuti al Rione Sanità” con la partecipazione di Gigi e Ross, Francesco Cicchellla, Pasquale Palma, Andrea Sannino, Serena Autieri, special guest Clementino e probabilmente Alessandro Siani in Piazza Sanità
  • Giovedì 27 aprile, al Teatro Trianon, si terrà lo spettacolo “Totó che tragedia!” che porta sulle scene l’amore di Antonio De Curtis con la ballerina Liliana Castagnola.
  • Domenica 7 maggio, all’Auditorium RAI o al Teatro Trianon la Nuova orchestra Scarlatti porterà sulla scena “La Sinfonia di Totó” ideata e orchestrata da Federico Odling in collaborazione con.
  • A giugno assieme all’Università Suor Orsola Benincasa ci sarà “Diagonale Totó” con vari film in cartellone e il restauro di “Miseria e Nobiltà”, film di Mario Mattoli del 1954 realizzato dalla Fondazione Film Commission, assieme al Centro sperimentale di cinematografia – Cineteca nazionale di Roma.

 

Papa Francesco a Milano: il comico Poretti “Il Papa ha fatto il miracolo dei Terroni”

Quando la parola TERRONE non offende, ma qualifica

Giacomino Poretti, noto comico del trio Aldo, Giovanni e Giacomo, a pochi giorni dall’evento, dedica una video lettera a Papa Francesco I , per la sua visita milanese ma io estenderei per la grazia che abbiamo avuto ad averlo tra di noi e per noi.
Definisce “miracolo” quello che ha fatto Bergoglio: ha trasformato un milione e mezzo di milanesi in un milione e mezzo di TERRONI, usando questo termine come il più grande dei complimenti: allegri, festosi, gioiosi, esagerati…

Un breve pensiero, ricco di emozione e affetto, quello che Poretti ha rivolto al Papa.

A.C.Se.Ma. crede fortemente nel potere del sorriso per lenire i dolori reali di ogni essere vivente, persone come Giacomo Poretti non fanno altro che avvalorare la nostra tesi.

Se ci attaccassimo meno alle parole e ci divertissimo a trovarne sempre il verso giusto, l’Italia sarebbe un paese fatto di persone felici.

Unioni civili: INPS si adegua e detta le regole. Sarà la svolta?

INPS apertura alle unioni civili: tutti hanno diritto?

Unioni civili: INPS ha chiarito i suoi punti sul tema della legge Cirinnà attraverso l'invio della circolare 38-270217

La Legge 20 maggio 2016, n.76 ha disciplinato le unioni civili tra persone dello stesso sesso e le convivenze. La legge sulle unione civili di fatto prevede, tra l’altro, che:

“le disposizioni che si riferiscono al matrimonio e le disposizioni contenenti le parole «coniuge», «coniugi» o termini equivalenti, ovunque ricorrono nelle leggi, negli atti aventi forza di legge, nei regolamenti nonché negli atti amministrativi e nei contratti collettivi, si applicano anche ad ognuna delle parti dell'unione civile tra persone dello stesso sesso”.

La Corte Costituzionale con la sentenza n. 213 del 5 luglio 2016, inoltre, ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art.33, comma 3, della legge 104/1992 nella parte in cui non include il convivente tra i soggetti legittimati a fruire dei permessi ex art. 33, comma 3, della legge 104/92.

In particolare si evidenzia che:

Diamo uno sguardo alla circolare?

La parte di un'unione civile, che presti assistenza all'altra parte, può usufruire di:

  • permessi ex lege n. 104/92,
  • congedo straordinario ex art. 42, comma 5 D.Lgs.151/2001

Il convivente di fatto di cui ai commi 36 e 37, dell’art. 1, della legge n. 76/ 2016, che presti assistenza all’altro convivente, può usufruire unicamente di:

  • permessi ex lege n. 104/92.

Un passo importante verso il futuro dei diritti umani?

Ognuno vive la propria vita nel modo in cui decide di viverla, non esiste alcuna legge, alcuna persona, alcun giudizio che può limitare, sopraffare o mettere fine al diritto di ogni singolo individuo.