Assemblea dei soci maggio 2017: il fermento degli associati, la solidità della nostra posizione nel sociale

L’ASSEMBLEA DEI SOCI MAGGIO 2017

Nella sede sociale di Serino (AV) si sono riuniti i soci ordinari di A.C.Se.Ma.

Grande l’emozione di presenziare ad un’assemblea dove sono state gettate le fondamenta per la costruzione di qualcosa di importante, di realmente sociale , di un qualcosa di socialmente utile.

Le premesse ci son tutte, i fermenti dei partecipanti anche.

L'inizio dei lavori dell'assemblea

Attorno ad un tavolo , tra un momento conviviale ed una risata triste per la nostra storia, i lavori cominciano, presiede il Presidente V. Taglialatela, la relazione è lasciata al segretario, la sig.ra Monaco.

Si parla del nostro momento storico, delle ingiustizie sociali che ogni cittadino vive senza potersi mai difendere, perché la burocrazia è lunga come un serpente.

Siamo tutti protagonisti muti di una tragedia sociale che ha aperto il suo sipario nel tempo passato e che noi vogliamo quantomeno socchiudere, per rendere giustizia al dolore che ogni cittadino oggi vive, per dare risposte a chi ha domande silenziosamente rumorose.

I ritmi serrati nel raccontare storie di vita realmente vissuta, le parole che si confondono che i mormorii spontanei di chi ha qualcosa da dire ma fino ad ora non ne ha mai avuto l'opportunità.

Associazione Cittadina Se.Ma. dona ai suoi componenti il megafono per urlare, per rendere civile un vivere che nel nostro tempo, di civile non ha nulla.

Oggi si fa la storia, tra un caffè e una chiacchiera, oggi si decide se gridare o tacere, oggi A.C.Se.Ma. si erge dalla  polvere dell’indifferenza sociale.

In questa data,  A.C.Se.Ma. urla squarciando il muro del silenzio sociale che ci circonda, affermando un secco “IO CI SONO!”

Le decisioni

L’Associazione Cittadina Se.Ma. è  sempre disponibile per ogni tipo di  richiesta. “Chiedete e vi sarà dato” non è solo una promessa biblica, con A.C.Se.Ma. è pura realtà.

La nostra associazione vuole portare avanti le richieste degli associati e dei consumatori, attraverso supporto professionale e puntuale, informando e consigliando.

I temi caldi sul futuro, i progetti che sono in cantiere e quelli che tra poco partiranno.

La Fattoria Didattica per il progetto insieme, l'informazione videosociale, il magazine e molto altro sono i prossimi appuntamenti che A.C.Se.Ma segna sulla sua agenda.

La seduta di assemblea si è chiusa con la speranza realistica di un futuro “meno quadrato, ma un poco più rotondo”, perchè #insiemesipuò e NOI PUO'.

 

Per i 50 anni della scomparsa, la sua terra celebra Totò

Era il 14 novembre 1977 quando, durante la trasmissione "Bontà Loro" condotta dal giornalista Maurizio Costanzo, la signora Franca Faldini, compagna del grande Totò, nome d'arte di Antonio de Curtis, fino alla sua morte, ricordò un pensiero del grande attore :

« Al mio funerale sarà bello assai perché ci saranno parole, paroloni, elogi, mi scopriranno un grande attore: perché questo è un bellissimo Paese, in cui però per venire riconosciuti qualcosa, bisogna morire. »

La celebrazione della grandezza di Antonio de Curtis in arte Totò

A 50 anni dalla morte del grande Totò, avvenuta il 15 aprile 1967 a Roma, la sua terra, la Campania, dedica a questo suo grande figlio, artista e soprattutto uomo, una serie di manifestazione per celebrarne il mito.

La Regione Campania ha organizzato diverse manifestazioni per celebrare il mito di Totò, ma anche per mostrare al pubblico la vita e la storia di Antonio Griffo Focas Flavio Angelo Ducas Comneno Porfiro-genito Gagliardi de Curtis di Bisanzio in breve Antonio de Curtis.

Si parte il 12 aprile con l'apertura "Totò Genio"

La mostra curata da Vincenzo Mollica e da Alessandro Nicosia sarà allestita al Maschio Angioino, a Palazzo Reale e a San Domenico Maggiore, sarà aperta dal 12 aprile al 9 luglio e sarà, per i tanti ammiratori , un profondo respiro nella vita di questo grande artista, genio indiscusso dell'arte attoriale.

Una mostra itinerante dove si potrà ammirare tantissimo materiale: dal famoso baule dal quale Totò non si separava mai, ai 97 manifesti dei film che lo hanno visto protagonista fino ad ammirare molti contributi video a foto  inedite, di  un Antonio de Curtis giovane, alle prime esperienze.

Manifestazioni tra musica e spettacolo, tra arte e ricordi.

Dal sito napolidavivere, riportiamo le date di altri eventi:

  • Il 15 aprile 2017 nel Rione Sanità, dove nacque Totò sarà inaugurata l’opera di Giuseppe Desiato, dal titolo “Totó l’uomo tutto d’un pezzo che ha lasciato un grande vuoto”, che sarà sistemata in Largo Vita alla Sanità;
  • dal 15 aprile saranno  ricostruiti alcuni set cinematografici proprio dove furono a suo tempo girati i film. Probabili set anche a Roma, alla fontana di Trevi, e Milano, nella stazione centrale;
  • A metà aprile Renzo Arbore presenterà dall’auditorium del Centro di produzione Rai di Napoli la “Serata Totó” in omaggio all’artista e alla sua città natale.
  • Da metà aprile tante visite, percorsi enogastronomici laboratori e attività sportive per i bambini con il programma “Totò, l’arte, l’umanità” nel Rione Sanità in collaborazione con la Fondazione Comunità San Gennaro.
  • Da metà aprile anche diversi concerti dell’orchestra giovanile del rione Sanità “Sanitansamble” A fine aprile un concerto di chiusura “Benvenuti al Rione Sanità” con la partecipazione di Gigi e Ross, Francesco Cicchellla, Pasquale Palma, Andrea Sannino, Serena Autieri, special guest Clementino e probabilmente Alessandro Siani in Piazza Sanità
  • Giovedì 27 aprile, al Teatro Trianon, si terrà lo spettacolo “Totó che tragedia!” che porta sulle scene l’amore di Antonio De Curtis con la ballerina Liliana Castagnola.
  • Domenica 7 maggio, all’Auditorium RAI o al Teatro Trianon la Nuova orchestra Scarlatti porterà sulla scena “La Sinfonia di Totó” ideata e orchestrata da Federico Odling in collaborazione con.
  • A giugno assieme all’Università Suor Orsola Benincasa ci sarà “Diagonale Totó” con vari film in cartellone e il restauro di “Miseria e Nobiltà”, film di Mario Mattoli del 1954 realizzato dalla Fondazione Film Commission, assieme al Centro sperimentale di cinematografia – Cineteca nazionale di Roma.

 

Progetto OPIS: Voucher Alimentari in Irpinia

OPIS: Il progetto per erogare alle famiglie particolarmente bisognose i voucher alimentari

OPIS arriva nei comuni che appartengono al Consorzio Dei Servizi Sociali  ambito A/5 è possibile richiedere i voucher alimentari per le famiglie bisognose.

 

OPIS è un progetto che aiuta i cittadini che davvero hanno bisogno di essere aiutati.

L'Opis è il bando per l'attribuzione di 1 voucher  del valore di 252,00 € che gli aventi diritto possono spendere per l'acquisto di generi alimentari nei punti vendita che il Consorzio A/5 comunicherà agli aventi diritto.

 

I destinatari al momento della presentazione della domanda dovranno essere in possesso dei seguenti requisiti:

  • reddito ISEE non superiore a euro 8.481,98 riferito all’anno precedente, risultante dall’attestazione ISEE in corso di validità;
  • non essere beneficiario della misura SIA (Sostegno per l’Inclusione Attiva).

Al fine di ottenere il beneficio, il richiedente dovrà presentare la domanda di partecipazione e allegando alla stessa la seguente documentazione:

  1. Copia del documento di riconoscimento in corso di validità del richiedente;
  2. Copia del codice fiscale del richiedente;
  3. Attestazione ISEE, riferita ai redditi dell’anno precedente, in corso di validità;
  4. Dichiarazione sostitutiva di certificazione relativa alle fonti di sostentamento del nucleo familiare in caso di attestazione ISEE pari a 0,00 € secondo il modello allegato B) al presente avviso, debitamente compilata e sottoscritta;
  5. Autocertificazione stato di famiglia e residenza ai sensi del D.P.R. 445/2000 e s.m.i.;
  6. (Per i cittadini stranieri) Copia del permesso di soggiorno o del permesso UE per i soggiornanti di lungo periodo.

La domanda di accesso ai voucher deve pervenire entro le ore 12.00 del giorno 15 marzo 2017. all'indirizzo

Ufficio di protocollo del Consorzio dei Servizi Sociali Ambito A5, sito alla via Vincenzo Belli, 4 – 83042 Atripalda (AV)

pena l’esclusione.

Le domande possono essere presentate esclusivamente secondo le seguenti modalità:

  1. a mezzo raccomandata postale con A/R all’indirizzo: Consorzio dei Servizi Sociali Ambito A5 - via Vincenzo Belli, 4 – 83042 Atripalda, allegando tutta la documentazione richiesta in formato cartaceo e indicando sulla busta il mittente e la seguente dicitura: "Domanda di partecipazione progetto Opis". In caso di domande inviate a mezzo posta ai fini dell’anzidetto termine farà fede il timbro postale di trasmissione.
  2. a mano con consegna in busta chiusa presso l’ufficio di protocollo del Consorzio dei Servizi Sociali Ambito A5, sito alla via Vincenzo Belli, 4 – 83042 Atripalda (AV), allegando tutta la documentazione richiesta in formato cartaceo e indicando sulla busta il mittente e la seguente dicitura: "Domanda di partecipazione progetto Opis" dalle 9.00 alle 12.00, tutti i giorni di apertura.

Energia elettrica: nasce la Tutela Simile

Il 1° Gennaio 2017 è nato il servizio di Tutela Simile, il nuovo regime per la fruizione di energia elettrica.

Tutela Simile: la nascita

 

Vediamo nei dettagli cosa aspettarci, data la nuova ondata di "non-informazione" e Associazione Cittadina Se.Ma. prova a porre rimedio, prima che una nuova e immensa orda di sedicenti consulenti, che in realtà sono venditori porta a porta si presentino sul nostro zerbino.

Dal 1 gennaio 2017 muore la Maggior Tutela, il regime di mercato a cui ancora moltissimi nostri connazionali, anche possessori di partita IVA, avevano aderito per la fornitura di energia, ma che non può essere più scelto dato la delibera AEEG 302/2016.

Un passo indietro, ma che cos'è il regime di Maggior Tutela? Scopriamo insieme qualche notizia che ci farebbe comodo o magari farebbe comodo alle nostre tasche.

Regime Maggior Tutela

Il servizio di maggior tutela è il regime tariffario stabilito dall'Autorità per l'Energia Elettrica il Gas e il Sistema Idrico (AEEGSI).

Con la completa liberalizzazione del mercato dell'energia (2007), il consumatore può scegliere il fornitore di energia elettrica o di gas che preferisce; tuttavia egli può decidere di non scegliere un offerta del mercato libero e continuare il rapporto di fornitura di energia elettrica o gas alle condizioni interamente regolate.

Regime Mercato Libero

Alla fine degli anni '90 il Dl. n. 79 del 16 marzo 1999 (decreto Bersani) avvia in Italia il processo di liberalizzazione del mercato dell'energia. Tale decreto, che recepiva ufficialmente le indicazioni della direttiva comunitaria del 1996 volta alla creazione del Mercato Unico dell'energia in Europa, ha permesso una graduale liberalizzazione delle attività di produzione, importazione, esportazione, acquisto e vendita di energia elettrica. Dal luglio 2007 il mercato dell'energia in Italia è completamente liberalizzato, ogni fornitore può decidere di entrare sul mercato in qualsiasi momento e gli utenti possono liberamente decidere a quale fornitore rivolgersi.

1° Gennaio 2017: nasce Tutela Simile

Regime di mercato elettrico istituito dall'AEEG al fine di accompagnare privati e piccole aziende con meno di 50 dipendenti che non hanno scelto ancora un fornitore di mercato libero ad abbandonare la maggior tutela, che di fatto  resterà in vigore fino alla sua rimozione ex-lege.

La Tutela SIMILE è una particolare tipologia di contratto di fornitura di energia elettrica di durata di 12 mesi non rinnovabile. Tale contratto, pur basandosi sul mercato libero, è composto da condizioni contrattuali definite dall'Autorità, obbligatorie ed omogenee per tutti i venditori. Le condizioni economiche sono analoghe a quelle del servizio di Maggior Tutela, ma con la riduzione di un bonus una tantum - qualora il contratto perduri per tutti i 12 mesi - diverso da fornitore a fornitore, che viene applicato nella prima bolletta. Per tale ragione le offerte di Tutela SIMILE sono facilmente confrontabili tra loro e con il servizio di Maggior Tutela.

Tutti i clienti domestici e le piccole imprese, attualmente serviti in Maggior Tutela, possono scegliere il contratto di Tutela SIMILE, autonomamente o con l'aiuto di un una Associazione dei consumatori o di categoria per le piccole e medie imprese accreditate presso Acquirente unico, definiti facilitatori.

Che cosa si fa?

Per scegliere il nuovo fornitore di energia elettrica, senza avere disagi e disservizi, basta affidarsi a dei consulenti (CONSULENTI) e non rappresentanti o venditori.

Chiedete l'analisi gratuita della vostra fattura e il professionista vi indicherà la strada da seguire.

Diffidate da chi bussa alla porta "spacciandosi" per ENEL che vi porta a domicilio i nuovi moduli da firmare.

Enel non manda nessun modulo da firmare, sono CONTRATTI DI FORNITURA di società appartenenti al mercato libero che magari hanno anche lo stesso nome e logo e non di Enel servizio elettrico, società del maggior tutela a cui tutti siamo abituati.

Segnalate la loro presenza alle forze dell'ordine se si presentano con questa frase e se siete "informatizzati" segnalate la loro presenza all'AEEG.

NASpI 2017: cosa, come, quando

NASpI 2017: le regole per l'indennità di disoccupazione

Dal 1° maggio 2015 per sostituzione dell'assegno unico di disoccupazione, introdotto dalla Riforma Fornero, nasce NASpI.

Definizione NASpI

E' una prestazione economica, istituita dal 1° maggio 2015, che sostituisce l’indennità di disoccupazione denominata Assicurazione Sociale per l’Impiego (ASpI). È una prestazione a domanda, erogata a favore dei lavoratori dipendenti che abbiano perduto involontariamente l'occupazione.

A chi spetta

La NASpI spetta a tutti i lavoratori dipendenti che abbiano perduto involontariamente l'occupazione, compresi

  1. gli apprendisti;
  2. i soci lavoratori di cooperative con rapporto di lavoro subordinato;
  3. il personale artistico con rapporto di lavoro subordinato;
  4. i dipendenti a tempo determinato delle Pubbliche Amministrazioni.

Requisiti per la domanda

Per poter presentare la domanda di disoccupazione, il lavoratore deve avere tre requisiti fondamentali:

  1. Stato di disoccupazione involontario
  2. requisito contributivo
  3. requisito lavorativo

Stato di disoccupazione involontario

Si considerano disoccupati i lavoratori privi di impiego, che dichiarano al Centro per l’Impiego la propria immediata disponibilità allo svolgimento di attività lavorativa ed alla partecipazione alle misure di politica attiva del lavoro.

Il requisito viene a mancare qualora ci fosse stata perdita del lavoro per dimissioni o risoluzione consensuale del rapporto lavorativo, tranne che per alcuni casi specifici.

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Requisito Contributivo

Il lavoratore deve aver accumulato negli ultimi 4 anni almeno 13 settimane contributive.

Requisito Lavorativo

Il lavoratore deve aver accumulato negli ultimi 12 mesi, almeno 30 giornate lavorative.

Domanda: come e dove presentarla

La domanda per il riconoscimento dell'indennità di disoccupazione NASpI deve essere presentata all'INPS, esclusivamente in via telematica, attraverso uno dei seguenti canali:

  • WEB: servizi telematici accessibili direttamente dal cittadino tramite PIN attraverso il portale dell'Istituto;
  • Contact Center integrato INPS – INAIL: n. 803164 gratuito da rete fissa oppure n. 06164164 da rete mobile;
  • Enti di Patronato: attraverso i servizi telematici offerti dagli stessi.

La domanda deve essere presentata entro il termine di decadenza di sessantotto giorni, che decorre:

  • dalla data di cessazione dell'ultimo rapporto di lavoro. Qualora nel corso dei sessantotto giorni si verifichi un evento di maternità indennizzabile, il termine rimane sospeso per un periodo pari alla durata dell’evento e riprende a decorrere al termine dello stesso per la parte residua. Nell’ipotesi in cui si verifichi un evento di malattia comune indennizzabile o di infortunio sul lavoro/malattia professionale indennizzabile dall’INAIL, insorto entro i sessanta giorni dalla cessazione del rapporto di lavoro, il termine rimane sospeso per la durata dell’evento;
  • dalla data di cessazione del periodo di maternità indennizzato, quando questo sia insorto nel corso del rapporto di lavoro successivamente cessato;
  • dalla data di cessazione del periodo di malattia indennizzato o di infortunio/malattia professionale, quando questi siano insorti nel corso del rapporto di lavoro successivamente cessato;
  • dalla data di definizione della vertenza sindacale o dalla data di notifica della sentenza giudiziaria;
  • dalla data di fine del periodo corrispondente all’indennità di mancato preavviso ragguagliato a giornate;
  • dal trentesimo giorno successivo alla data di cessazione per licenziamento per giusta causa.

La NASpI decorre dal giorno successivo alla presentazione della domanda

La durata e il calcolo

L'indennità di disoccupazione viene pagata per un numero di settimane pari alla metà di quelle contributive accumulate negli ultimi quattro anni,

L'indennità è rapportata ad una nuova base di calcolo determinata dalla retribuzione imponibile ai fini previdenziali degli ultimi quattro anni, comprensiva degli elementi continuativi e non continuativi e delle mensilità aggiuntive (retribuzione imponibile esposta nella predetta dichiarazione mensile uni-emens), divisa per il totale delle settimane di contribuzione indipendentemente dalla verifica del minimale e moltiplicata per il coefficiente numerico 4,33.

Nelle ipotesi di pagamento dell’indennità relativa a frazione di mese, si precisa che il valore giornaliero dell’indennità è determinato dividendo l’importo così ottenuto per il divisore 30.
Si precisa che ai fini del calcolo sono considerate tutte le settimane, indipendentemente dal fatto che esse siano interamente o parzialmente retribuite (in uni-emens settimane di tipo "X" o "2").

Nei casi in cui la retribuzione mensile sia pari o inferiore nel 2015 all'importo di 1.195 euro mensili, rivalutato annualmente sulla base della variazione dell'indice ISTAT dei prezzi al consumo per le famiglie degli operai e degli impiegati intercorsa nell'anno precedente,  l'indennità mensile è pari al 75 per cento della retribuzione.

Nei casi in cui la retribuzione mensile sia superiore al predetto importo l’indennità è pari al 75 per cento del predetto importo incrementato di una somma pari al 25 per cento del differenziale tra la retribuzione mensile e il predetto importo.

L’indennità mensile non può in ogni caso superare nel 2015 l'importo massimo mensile di 1.300 euro, rivalutato annualmente sulla base della variazione dell'indice ISTAT dei prezzi al consumo per le famiglie degli operai e degli impiegati intercorsa nell'anno precedente.

La NASpI si riduce del 3 per cento ogni mese a decorrere dal primo giorno del quarto mese di fruizione (91° della prestazione).

Alla NASpI non si applica il prelievo contributivo di cui all'articolo 26 della legge 28 febbraio 1986, n. 41, corrispondente all'aliquota contributiva prevista per gli apprendisti.

La sospensione

La sospensione della prestazione opera nelle seguenti ipotesi:

  • rioccupazione con contratto di lavoro subordinato di durata non superiore a sei mesi: l'indennità NASpI è sospesa per la durata del rapporto di lavoro. La sospensione opera d'ufficio, sulla base delle comunicazioni obbligatorie. Per l'individuazione del periodo di sospensione si considera la durata di calendario del rapporto di lavoro, prescindendo da ogni riferimento alle giornate effettivamente lavorate. Al termine di un periodo di sospensione di durata inferiore o pari a sei mesi l'indennità riprende ad essere corrisposta per il periodo residuo spettante al momento in cui l'indennità stessa era stata sospesa (circ. 94 del 12/5/2015);
  • nuova occupazione all’estero, con contratto di durata non superiore a sei mesi, sia che si tratti di paesi appartenenti all’UE o con cui l’Italia abbia stipulato convenzioni bilaterali in tema di assicurazione contro la disoccupazione, sia che si tratti di paesi extracomunitari;
  • omessa comunicazione all’INPS del reddito annuo presunto, entro un mese dall'inizio della nuova attività di lavoro subordinato non superiore in durata a sei mesi.

Assegno natalità 2017: bonus bebè le nuove regole

Assegno di natalità, nuove procedure INPS

L'INPS e l'agenzia delle entrate impongono nuove regole per l'accoglimento delle domande dell'assegno di natalità o bonus bebè per il 2017

Che cos’è

L’assegno di natalità è un assegno annuo per ogni figlio nato o adottato tra il 1° gennaio 2015 ed il 31 dicembre 2017, istituito della legge di stabilità per l’anno 2015 (legge 23 dicembre 2014 n.190) da corrispondere mensilmente fino al terzo anno di vita del bambino, oppure fino al terzo anno dall’ingresso in famiglia del figlio adottato, a favore dei nuclei familiari il cui genitore richiedente sia in una situazione economica corrispondente ad un valore dell’ISEE non superiore a 25.000 euro annui.

Come richiederlo, regole e requisiti

La misura del bonus bebè dipende dal valore dell’ISEE calcolato con riferimento al nucleo familiare:

  • 960 euro (80 euro al mese per 12 mesi), nel caso in cui il valore dell’ISEE non sia superiore a 25.000 euro annui;
  • 920 euro (160 euro al mese per 12 mesi), nel caso in cui il valore dell’ISEE non sia superiore a 7.000 euro annui.

Controlli incrociati ISEE  possono comportare il rigetto della domanda di assegno di natalità o la sospensione della prestazione. Ecco le regole per avere il bonus bebè

Dal primo gennaio 2017 sono cambiate le procedure INPS per gestire le domande e l’erogazione dell’assegno di natalità, aggiornate con una serie di controlli incrociati rispetto alle dichiarazioni ISEE: la conseguenza è che i contribuenti potrebbero vedersi sospendere i pagamenti, oppure rifiutare la domanda. Le nuove istruzioni sono contenute nel messaggio 261/2017 dell’INPS.

"Istituto determina l’ISEE sulla base delle informazioni autodichiarate dal cittadino, dei dati acquisiti dagli archivi dell’Agenzia delle entrate e di quelli presenti nei propri archivi (D.P.C.M. n.159/2013). In relazione ai dati autodichiarati nella DSU, l’Agenzia delle entrate effettua appositi controlli anche per verificare se vi sia corrispondenza tra quanto indicato dagli utenti nella sezione relativa al patrimonio mobiliare e le informazioni presenti nell’anagrafe dei rapporti (art. 11, comma 3, del citato D.P.C.M.)."

Attenzione alla DSU: i dati non autodichiarati portano alla sospensione e al rigetto

Il fulcro sono i dati che il contribuente autodichiara compilando la DSU quando richiede l’ISEE, fra cui, in special modo, quelli relativi al patrimonio mobiliare.

L’Agenzia delle Entrate effettua controlli incrociando le autodichiarazioni con i dati disponibili in Anagrafe Tributaria, se emergono omissioni o differenze, invia comunicazione all’INPS.

Come da nuove disposizioni, dallo scorso 1 gennaio 2017, in questi casi, l’istituto sospende l’istruttoria relativa alla domanda di prestazione o sospendendo l’erogazione dell’assegno per le domande già accolte, informando il contribuente tramite un avviso.

l contribuente ha un termine di 30 giorni da data ricevimento per presentare una nuova DSU con i dati omessi.

L’avviso INPS arriva nella casella di posta elettronica certificata (PEC), dell’utente o del patronato attraverso il quale è stata inoltrata la pratica, oppure per posta, via raccomandata.

Bonus Nido 2017

Il bonus nido 2017 rientra tra le misure a sostegno della famiglia e della maternità, è tra le novità legislative previste della legge di stabilità firmata il 7 dicembre dal Senato. Alla stessa stregua del bonus nuovi nati, si attendono le disposizioni operativa del decreto attuativo.

IN COSA CONSISTE BONUS NIDO 2017

Il bonus nido 2017 rappresenta un beneficio economico destinato alle famiglie che iscrivono i figli al nido, la somma messa a disposizione di ogni bambino sarà pari a 1.000€ annui per un massimo di 3 anni (ovvero per il massimo periodo corrispondente all’età da nido); il beneficio sarà valido per i bambini tra gli 0 e 3 anni.

A chi spetta il bonus nido 2017?

  1. ai bambini nati dal 1° gennaio 2016 in poi, che risultano iscritti all'asilo nido pubblico o privato.
  2. Bambini malati cronici con necessità di cure presso il domicilio.
  3. Famiglie senza limite di reddito Isee, passato l'emendamento che ha previsto l'eliminazione del tetto di reddito a 25.000 euro.

REQUISITI PER LA RICHIESTA

1) il bambino deve essere nato a partire dal 1° gennaio 2016;

2) Deve essere iscritto all'asilo nido. La condizione, infatti, per ottenere la misura intera dell'assegno da 1000 euro, è quella che il bambino debba essere iscritto per tutto l'anno, altrimenti, in caso di partecipazione parziale, spetta solo in parte.

3) il bonus nido non spetta in base a reddito ISEE ma è a prescindere dal reddito. La legge di stabilità non ha ancorato il beneficio a nessun vincolo reddituale, non è previsto, infatti, un tetto ISEE per ottenere il contributo. Inoltre, il bonus nido 2017 rappresenta una misura ulteriore rispetto ai voucher per asilo o babysitter destinati alle mamme che rinunciano al congedo parentale.

Per quanto tempo spetta il bonus?

Per 3 anni, per cui si parla di un bonus da mille euro per 3 anni = 3.000 euro.

La somma sarà messa a disposizione delle famiglie per l’iscrizione dei bambini ad asili nido pubblici, parificati o privati. Quindi, la documentazione che attesta l’iscrizione al nido sarà la condizione indispensabile per richiedere il beneficio.

 COME SI OTTENGONO MATERIALMENTE I 1.000€ DEL BONUS NIDO 2017?

Il buono viene erogato e corrisposto dall’INPS.  Non è prevista una soluzione unica di pagamento bensì una dilazione mensile: il bonus nido 2017 sarà corrisposto alle famiglie in 11 mensilità, ciascuna di esse sarà pari a circa 90,9 euro al mese. E da un punto di vista fiscale, questa somma di danaro non risulterà cumulabile con la detrazione fiscale per le spese documentate di iscrizione ad asili nido.

SIA: Sostegno per l’inclusione attiva

Carta SIA: il beneficio economico per contrastare la povertà.

​​Il Sostegno per l'Inclusione Attiva (SIA) è una misura di contrasto alla povertà che prevede l'erogazione di un beneficio economico alle famiglie in condizioni economiche disagiate nelle quali almeno un componente sia minorenne oppure sia presente un figlio disabile o una donna in stato di gravidanza accertata.

Per godere del beneficio, il nucleo familiare del richiedente dovrà aderire ad un progetto personalizzato di attivazione sociale e lavorativa sostenuto da una rete integrata di interventi, individuati dai servizi sociali dei Comuni (coordinati a livello di Ambiti territoriali), in rete con gli altri servizi del territorio (i centri per l'impiego, i servizi sanitari, le scuole) e con i soggetti del terzo settore, le parti sociali e tutta la comunità. Il progetto viene costruito insieme al nucleo familiare sulla base di una valutazione globale delle problematiche e dei bisogni e coinvolge tutti i componenti, instaurando un patto tra servizi e famiglie che implica una reciproca assunzione di responsabilità e di impegni. Le attività possono riguardare i contatti con i servizi, la ricerca attiva di lavoro, l'adesione a progetti di formazione, la frequenza e l'impegno scolastico, la prevenzione e la tutela della salute. L'obiettivo è aiutare le famiglie a superare la condizione di povertà e riconquistare gradualmente l'autonomia.

Con il Decreto interministeriale del 26 maggio 2016 (pubblicato sulla gazzetta Ufficiale n. 166 del 18 luglio 2016) il Sostegno per l'Inclusione Attiva, già sperimentato nelle città più grandi del Paese, è stato completamente ridisegnato e viene esteso a tutto il territorio nazionale. Pertanto, dal 2 settembre 2016 (45 giorni dopo l'entrata in vigore del decreto) i cittadini in possesso dei requisiti possono presentare la richiesta per il SIA.

 

La richiesta del beneficio viene presentata da un componente del nucleo familiare al Comune mediante la compilazione di un modulo (predisposto dall'Inps) con il quale, oltre a richiedere il beneficio, si dichiara il possesso di alcuni requisiti necessari per l'accesso al programma. Nella valutazione della domanda, inoltre, si tiene conto delle informazioni già espresse nella Dichiarazione Sostitutiva Unica utilizzata ai fini ISEE. È importante quindi che il richiedente sia già in possesso di un'attestazione dell'ISEE in corso di validità al momento in cui fa la domanda per il SIA.

REQUISITI

  • essere cittadino italiano o comunitario o suo familiare titolare del diritto di soggiorno o del diritto di soggiorno permanente, ovvero cittadino straniero in possesso del permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo;
  • essere residente in Italia da almeno 2 anni;

Requisiti familiari: presenza di almeno un componente minorenne o di un figlio disabile, ovvero di una donna in stato di gravidanza accertata (nel caso in cui sia l'unico requisito familiare posseduto, la domanda può essere presentata non prima di quattro mesi dalla data presunta del parto e deve essere corredata da documentazione medica rilasciata da una struttura pubblica);

Requisiti economici: ISEE inferiore o uguale a 3mila euro;

Non beneficiare di altri trattamenti economici rilevanti: il valore complessivo di altri trattamenti economici eventualmente percepiti, di natura previdenziale, indennitaria e assistenziale, deve essere inferiore a euro 600 mensili;

Non beneficiare di strumenti di sostegno al reddito dei disoccupati: non può accedere al SIA chi è già beneficiario della NASPI, dell'ASDI o altri strumenti di sostegno al reddito dei disoccupati;

Assenza di beni durevoli di valore: nessun componente deve possedere autoveicoli immatricolati la prima volta nei 12 mesi antecedenti la domanda oppure autoveicoli di cilindrata superiore a 1.300 cc o motoveicoli di cilindrata superiore a 250 cc immatricolati nei tre anni antecedenti la domanda;

Valutazione multidimensionale del bisogno: per accedere al beneficio il nucleo familiare del richiedente dovrà ottenere un punteggio relativo alla valutazione multidimensionale del bisogno uguale o superiore a 45 punti. La valutazione tiene conto dei carichi familiari, della situazione economica e della situazione lavorativa. Sono favoriti i nuclei con il maggior numero di figli minorenni, specie se piccoli (età 0-3); in cui vi è un genitore solo; in cui sono presenti persone con disabilità grave o non autosufficienti. I requisiti familiari sono tutti verificati nella dichiarazione presentata a fini ISEE. La scala attribuisce un punteggio massimo di 100 punti che viene attribuito sulla base di precisi criteri.

ITER BUROCRATICO ED EROGAZIONE

Primo passo: i comuni inviano all'INPS le domande in 15 giorni

Entro 15 giorni lavorativi dalla ricezione delle domande, i Comuni inviano all'Inps le richieste di beneficio in ordine cronologico di presentazione, indicando il codice fiscale del richiedente e le informazioni necessarie alla verifica dei requisiti. Entro tali termini svolgono i controlli ex ante sui requisiti di cittadinanza e residenza e verificano che il nucleo familiare non riceva già trattamenti economici locali superiori alla soglia (600 euro mensili).

Secondo passo: l'INPS controlla la fattibilità della domanda in 10 giorni

Entro i successivi 10 giorni l'Inps:

  • controlla il requisito relativo ai trattamenti economici (con riferimento ai trattamenti erogati dall'Istituto), tenendo conto dei trattamenti locali autodichiarati; controlla il requisito economico (ISEE ≤3000) e la presenza nel nucleo di un minorenne o di un figlio disabile;
  • attribuisce i punteggi relativi alla condizione economica, ai carichi familiari, alla condizione di disabilità (utilizzando la banca dati ISEE) e alla condizione lavorativa e verifica il possesso di un punteggio non inferiore a 45;
  • in esito ai controlli, trasmette ai Comuni l'elenco dei beneficiari e invia a Poste italiane (gestore del servizio Carta SIA) le disposizioni per l'erogazione del beneficio​, riferite al bimestre successivo a quello di presentazione della domanda.

I Comuni verificano nelle modalità ordinariamente previste dalla ​disciplina vigente (articolo 71 del Testo Unico sulla documentazione amministrativa, d.p.r. 445/2000) il possesso dei requisiti autocertificati dai richiedenti, tenuto conto dei controlli già effettuati dall'Inps oltre che dai Comuni medesimi nella fase istruttoria.

Poste invia le comunicazioni ai cittadini per il ritiro della Carta SIA.

Terzo passo: erogazione primo bimestre in 60 giorni

Entro 60 giorni dall'accreditamento del primo bimestre (entro 90 giorni per le richieste presentate fino al 31 ottobre) i Comuni, coordinati a livello di Ambiti territoriali, predispongono il progetto personalizzato di attivazione sociale e lavorativa, che viene costruito insieme al nucleo familiare sulla base delle indicazioni operative fissate a livello nazionale dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali d'intesa con le Regioni.

ISEE 2017: lo strumento per ottenere i diritti del cittadino

Tutti i segreti del nuovo ISEE

L'ISEE è l’Indicatore della Situazione Economica Equivalente che, certificato tramite un attestato, consente ai contribuenti a basso reddito di accedere a prestazioni sociali e servizi di pubblica utilità a condizioni agevolate.

È dunque uno strumento di Welfare, che si calcola effettuando il rapporto tra Indicatore della Situazione Economica (I.S.E., dato dalla somma dei redditi e dal 20% dei patrimoni mobiliari e immobiliari dei componenti il nucleo familiare) e parametro nella Scala di Equivalenza.

La Dichiarazione sostitutiva (auto-certificazione) - valida un anno per tutti i componenti il nucleo familiare - si può presentare all’ente che fornisce la prestazione sociale agevolata; al Comune; al CAF; all'INPS per via telematica (sezione Servizi On-Line). La Dichiarazione (Modello base + Allegato familiari) deve riportare i dati della dichiarazione dei redditi presentata ai fini IRPEF e i beni patrimoniali posseduti al 31 dicembre dell'anno precedente.



Altre maggiorazioni

  1. Maggiorazione di 0,35 per ogni ulteriore componente;
  2. Maggiorazione dello 0,5 per ogni componente con disabilità media, grave o non autosufficiente;
  3. Maggiorazione di 0,2 in caso di presenza nel nucleo di tre figli, 0,35 in caso di quattro figli, 0,5 in caso di almeno cinque figli;
  4. Maggiorazione di 0,2 per nuclei familiari con figli minori, elevata a 0,3 in presenza di almeno un figlio di età inferiore a tre anni compiuti, in cui entrambi i genitori o l’unico presente abbiano svolto attività di lavoro o di impresa per almeno sei mesi nell’anno di riferimento dei redditi dichiarati. La maggiorazione si applica anche in caso di nuclei familiari composti esclusivamente da genitore solo non lavoratore e da figli minorenni. Ai soli fini della maggiorazione, fa parte del nucleo familiare anche il genitore non convivente, non coniugato con l'altro genitore, che abbia riconosciuto i figli, a meno che non ricorrano casi specifici;
  5. per la determinazione del parametro della scala di equivalenza, il componente del nucleo, che sia beneficiario di prestazioni sociosanitarie residenziali a ciclo continuativo o si trovi in convivenza anagrafica e non sia considerato nucleo familiare a se stante, incrementa la scala di equivalenza, calcolata in sua assenza, di un valore pari ad 1.

LA DICHIARAZIONE SOSTITUTIVA UNICA

La Dichiarazione sostitutiva unica (DSU) è un documento che contiene i dati anagrafici, reddituali e patrimoniali di un nucleo familiare ed è valida fino al 15 gennaio dell'anno successivo alla presentazione.

I dati contenuti nella DSU sono in parte autodichiarati (ad esempio dati anagrafici, beni patrimoniali posseduti al 31 dicembre dell'anno precedente a quello di presentazione della dichiarazione) ed in parte acquisiti da Agenzia delle entrate (ad esempio reddito complessivo ai fini IRPEF) e da INPS (ad esempio trattamenti assistenziali, previdenziali e indennitari erogati dall’INPS per ragioni diverse dalla condizione di disabilità e non rientranti nel reddito complessivo ai fini IRPEF).

Per le parti autodichiarate, il soggetto che compila la DSU, c.d. dichiarante, si assume la responsabilità, anche penale, di quanto in essa dichiara.

Il nucleo familiare è quello alla data di presentazione della dichiarazione. I redditi sono riferiti al secondo anno solare precedente la presentazione della DSU, mentre il patrimonio mobiliare e immobiliare è quello posseduto alla data del 31 dicembre dell’anno precedente a quello di presentazione della DSU.

Diversi tipi di ISEE

Per ottenere il calcolo dell’ISEE “standard”, valevole per la generalità delle prestazioni sociali agevolate, occorre compilare la DSU MINI che contiene i principali dati anagrafici, reddituali e patrimoniali del nucleo familiare.

Solo in situazioni specifiche, in base al tipo di prestazione da richiedere oppure alle particolari caratteristiche del nucleo familiare, occorre fornire informazioni aggiuntive mediante la compilazione della DSU integrale. In alcune situazioni (ad esempio prestazioni universitarie) le informazioni raccolte consentono di calcolare ISEE specifici

  1. SOCIO-SANITARIO
  2. SOCIO.SANITARIO RESIDENZE
  3. UNIVERSITA'
  4. MINORENNI CON GENITORI CONIUGATI TRA LORO E NON CONVIVENTI

Nel caso in cui vi sia già un ISEE in corso di validità, è possibile ottenere, presentando la DSU ISEE corrente, il calcolo del c.d. ISEE corrente, riferito ad un periodo di tempo ravvicinato alla richiesta della prestazione ed in presenza di rilevanti variazioni del reddito dovute ad eventi avversi (ad es., perdita del posto di lavoro).

La DSU può essere presentata in qualsiasi momento dell’anno:

  • all’Ente che eroga la prestazione sociale agevolata;
  • al Comune;
  • ad un Centro di Assistenza Fiscale (CAF);
  • all’Inps in via telematica, mediante le postazioni informatiche self-service presenti presso le sedi INPS oppure collegandosi al sito Internet .

IL CALCOLO DELL’ISEE

L’INPS calcola l’ISEE sulla base delle informazioni autodichiarate, acquisite da Agenzia delle entrate e reperite nei propri archivi e rende disponibile l’attestazione al dichiarante entro 10 giorni lavorativi dalla ricezione della DSU, mediante accesso all'area servizi del portale web muniti di PIN dispositivo, posta elettronica certificata, sedi territoriali competenti oppure, in presenza di specifico mandato scritto conferito dal dichiarante, tramite lo stesso Ente al quale è stata presentata la dichiarazione.

L’attestazione può essere richiesta da qualunque componente del nucleo familiare all’INPS, mediante accesso all’area servizi del portale web o tramite le sedi territoriali competenti.

Nel caso eccezionale in cui trascorrano 15 giorni lavorativi dalla data di presentazione della DSU senza che il dichiarante abbia ricevuto l’attestazione, è possibile compilare apposito modulo per autodichiarare i dati per il calcolo dell’ISEE ed ottenere un’attestazione provvisoria, valida fino al momento del rilascio dell’attestazione precedentemente richiesta.

In caso di imminente scadenza dei termini per l'accesso ad una prestazione sociale agevolata, i componenti il nucleo familiare possono presentare la relativa richiesta accompagnata dalla ricevuta di presentazione della DSU. L’Ente erogatore acquisirà successivamente l'attestazione interrogando il sistema informativo ISEE ovvero, laddove vi siano impedimenti, richiedendola al dichiarante.

Bollo auto : radiazione d’ufficio PRA se non pagato per 3 anni

La radiazione al PRA per cancellazione d’ufficio del veicolo può avvenire se il bollo auto non viene pagato per 3 anni consecutivi.

In questi casi, la Regione destinataria della tassa, può decidere di notificare al proprietario dell’auto o del veicolo, la richiesta di pagamento di quanto dovuto e se a 30 giorni dalla notifica, questi non provvede al versamento dei bolli arretrati, l’auto può essere cancellata dal PRA e non può più circolare.

A seguito di ciò, la Polizia, provvede poi a ritirare d’ufficio le Targhe e la Carta di Circolazione.

 

Radiazione auto dal PRA 2017 cos’è, come funziona e quando avviene?

La radiazione dell'auto dal PRA 2017 è la cancellazione di un’auto, o in generale di un veicolo, dagli archivi del Pubblico Registro Automobilistico che fa scattare l’esonero da parte del proprietario del veicolo di pagare il bollo auto

Un veicolo può essere cancellato dagli archivi se ne viene effettuata la Demolizione, l’Esportazione all’estero o la Cancellazione d’ufficio.

Cancellazione dal PRA per rottamazione dell'auto:

Se l’auto è demolita e di conseguenza i suoi rottami sono destinati alla rottamazione auto, il Centro di demolizione autorizzato o il concessionario, deve provvedere alla cancellazione del veicolo dal PRA consegnando al proprietario il Certificato di Rottamazione dal quale deve risultare la data e l’orario di presa in carico del veicolo e l’impegno a provvedere alla pratica di cancellazione dal PRA. Tale certificato solleva il proprietario del veicolo da ogni altra responsabilità civile, penale e amministrativa il proprietario del veicolo.

Radiazione dal PRA per veicolo esportato all'estero:

Se l'auto è esportata all'estero: occorre richiedere la radiazione al PRA mediante lo STA pubblico o privato, (Sportello Telematico dell’Automobilista). Gli STA pubblici si trovano presso la Motorizzazione Civile o presso gli uffici provinciali del PRA.

Lo STA privato prende una commissione su queste pratiche.

Agli STA pubblici o privati, vanno consegnate:

  1. le Targhe,
  2. la Carta di Circolazione,
  3. il Certificato di Proprietà
  4. una dichiarazione sostitutiva che attesti anche il Paese di destinazione dell'auto.

Al momento della consegna, lo STA rilascia subito al proprietario il Certificato di Radiazione mentre se il paese di destinazione fa parte della Comunità Europea, la carta di circolazione viene annullata tramite il cd. Tagliando di Annullamento.

Radiazione per cancellazione d’ufficio

Se il bollo auto non viene pagato per tre anni consecutivi, la Regione destinataria del tributo omesso, può far notificare al proprietario la richiesta di pagamento.

Se questi poi, non provvede a mettersi in regola con i bolli arretrati, il veicolo può essere cancellato d’ufficio dagli archivi del PRA e la Polizia provvede al ritiro d’ufficio delle Targhe e della Carta di Circolazione.

Radiazione d'ufficio PRA 2017 bollo auto non pagato

Il fine del provvedimento non è solo il recupero dei bolli non pagati, ma lo snellimento degli archivi PRA, ripulendoli delle pratiche con veicoli non più circolanti, venduti o esportati.

Per questo, dopo diversi anni, il fisco italiano rispolvera la radiazione d’ufficio dal PRA per i veicoli sui quali il bollo auto non è stato pagato per almeno tre anni consecutivi.

Attualmente la procedura è attiva in tre regioni: Lazio, Lombardia e Puglia e attualmente ha coinvolto più di 400 mila veicoli.

La cancellazione è prevista dal codice della strada

La cancellazione dal PRA per il mancato pagamento di 3 bolli auto consecutivi, è prevista dall' articolo 96 del Codice della Strada e prevede la possibilità per l’ACI di notificare al proprietario del veicolo, la richiesta di pagamento dei bolli arretrati.

Se poi entro 30 giorni dalla ricezione della notifica, il proprietario dei veicolo, non procede al pagamento dei bolli, l’ACI può chiedere la cancellazione d’ufficio del veicolo dagli archivi del PRA dandone comunicazione alla Motorizzazione al fine di ritirare d’ufficio le targhe e la carta di circolazione tramite la Polizia.

La Regione destinataria del tributo, tramite l’ACI, può attivare la procedura di cancellazione dell’auto dal PRA. A 30 giorni dalla comunicazione formale che verrà inviata al proprietario.

Se il versamento del dovuto non viene effettuato, il veicolo viene radiato dal PRA.

La procedura in caso di notifica radiazione.

La procedura in caso di notifica emessa a 30 giorni dalla comunicazione formale:

  1. dimostrare che hai pagato almeno 1 bollo auto tra quelli indicati nella notifica;
  2. dimostrare che fruisci dell'esenzione dal pagamento del bollo auto perché l'hai venduta, rottamata o ti è stata rubata;
  3. Pagare i bolli auto arretrati.
  4. Non procedere al pagamento. In tal caso restituire le targhe ed il libretto di circolazione del veicolo.